
S.I.B. - Scuola Italiana di Biosistemica
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Che Cos'è la Biosistemica
La Storia
La Teoria
La Clinica
Il
Metodo Biosistemico
I Docenti
CHE COS'E' LA BIOSISTEMICA? I vari corsi della Scuola
Italiana di Biosistemica sono pertanto rivolti a: Medici Psicologi Assistenti sociali Infermieri Insegnanti, Educatori e
Formatori Fisioterapisti e Logoterapisti Volontari Genitori interessati alla
comunicazione familiare
Leader e membri di
organizzazioni
Le diverse competenze dei
membri, la comune ricerca di metodi efficaci per operare attorno
all'Uomo, per combattere efficacemente la sofferenza emotiva, anche
quella della "normale" vita quotidiana, la capacità di non farsi
rinchiudere da dogmatismi scolastici, hanno costituito un ambiente
aperto e dinamico in cui le conoscenze e gli approcci metodologici
venivano trasmessi con disponibilità e facilità.
LA STORIA
La scuola si è così consolidata in una costante
collaborazione tra alcuni professionisti italiani dell'area privata,
vari studiosi stranieri già molto conosciuti ed apprezzati quali, fra
gli altri Henri Laborit, Daniel Stern, Max Pages, Joyce McDougall, e
alcuni docenti italiani che rendono così possibile la collaborazione tra
i vari dipartimenti universitari.
LA TEORIA
- Henry Laborit
dimostra che un'inibizione prolungata dell'azione crea una serie di
squilibri psicologici inclusa la soppressione dell'adrenalina ed un
anormale innalzamento dei corticosteroidi e della nonaradrenalina (tutti
"ormoni dello stress"). La conseguenza è la creazione dei presupposti
per: a) una disfunzione organica (per es. indebolimento del sistema
immunitario, alta pressione sanguigna, difficoltà nella digestione) e
b) una disfunzione mentale (per es. pensieri negativi, distorsione
percettiva, assenza di soluzioni possibili, ecc.). Questo giustifica
i metodi di "attivazione" della Terapia Biosistemica.
- La ricerca di
Ernst
Gellhorn ha dimostrato che le componenti simpatiche e parasimpatiche
del sistema nervoso autonomo (SNA) devono lavorare in alternanza al fine
di mantenere in salute l'organismo. Quando condizioni di stimolo creano
disturbo nello SNA in modo tale che quest'alternanza si perda e venga
sostituita dalla scarica "simultanea" di entrambi i sistemi, si osserva
mancanza di coordinazione a livello psicologico e disagio emozionale.
Questa ricerca ha condotto allo sviluppo della "curva d'energia" e
giustifica l'approfondimento emozionale (che aiuta il SNA a tornare alle
sue normali funzioni).
Anche la teoria
sistemica
fornisce numerosi contributi alla Terapia Biosistemica.
Essa aiuta ad integrare
processi fisiologici complessi a livelli diversi di specificità.
molecolare, tissutale, organico, ed a scoprire le loro interconnessioni
con campi differenti nelle funzioni mentali: logico-verbale,
immaginativo-visivo, cinestetico.
E' così possibile riflettere
ed intervenire non solo sui processi individuali ma anche su livelli più
complessi, come le relazioni familiari, o quelle professionali, fino a
trattare questioni riguardanti grandi gruppi e comunità. Tutto ciò ha delle importanti
implicazioni nella teoria, ma anche nella pratica clinica. Non siamo
alla ricerca di cause isolate ma di cause interattive.
Un contributo della Teoria
Sistemica è la nozione che i processi fisici e fisiologici sono dovuti
alla interazione dei sottosistemi semi-autonomi. (Vedi l'articolo "Psychothèrapie et Psycoanalyse: La Complexitè en
Question", Le Journal des Psychologues, n° 119, Juillet-Aout, 1994).
Ciò significa, a livello psicologico, che le sensazioni corporee,
le emozioni, le funzioni cognitive, le funzioni percettive,
l'immaginazione visiva, le espressioni non verbali, e così via, sono
tutti sistemi funzionali che devono svilupparsi, ognuno a proprio modo.
Non sarà un'intuizione o una particolare rivelazione emotiva che potrà
sbloccare tutti i sottosistemi, ma tutti i sottosistemi dovranno essere
portati ad un'interazione funzionale affinchè ci sia un completo
sviluppo mente-corpo della persona. Il processo terapeutico viene
portato avanti in modo tale da favorire l'emergenza di molteplici
sistemi psicofisiologici della persona. (Vedi "The System Model in
Biosystemic Therapy, Psychology and Psychosomatic Medicine", Energy and
Character (a cura di David Boadella), Vol.13, N° 2, Agosto, 1982, pp.
12-28, e Vol.14, N°1, Aprile, 1983, pp. 18-36). La teoria Biosistemica si basa
sull'idea che ci siano processi fisiologici inconsapevoli che sono alla
base delle nostre difficoltà emotive e questi processi fisiologici
devono essere trasformati.
Ci riferiamo alle dinamiche
del sistema limbico, considerato il "cervello emozionale" da Paul McLean,
e a tutti i processi cerebrali al di sotto di questo livello
subcorticale : l'ipotalamo (per il controllo del simpatico e del
parasimpatico e le funzioni immunologiche), i gangli basali (per
l'azione motoria), il ponte e il midollo (centri vitali per la
respirazione e la circolazione del sangue), il nervo vago (per gli
impulsi di stimolazione degli organi viscerali), il cervelletto (per la
coordinazione motoria). La terapia Biositemica,
perciò, parte "dalla radice organica" che influenza i processi corporei
inconsapevoli che si trovano al di fuori del regno della coscienza. Le
psicoterapie orientate sulla parola possono reclamare che il loro
particolare uso del linguaggio può penetrare nell'ambito fisiologico non
consapevole, ma l'utilizzo di specifici metodi corporei, congiuntamente
al linguaggio, offre una maggiore garanzia che tali processi fisiologici
inconsapevoli saranno mobilitati e trasformati in corrispondenza con i
processi fisiologici consapevoli. La catena causale non è
unilaterale. La Teoria dei Sistemi ci ha mostrato di essere prudenti,
quando abbiamo a che fare con qualsiasi sistema organico complesso, e
specialmente, quando trattiamo con il più complesso dei sistemi organici
( il sistema umano psico-fisiologico ) per evitare le semplificazioni
della causalità unilaterale. In Psicoterapia Biosistemica
abbiamo perciò due modalità di accesso, il canale corporeo e quello
mentale che mettono in luce il fatto che corpo e mente funzionano in
modo parzialmente autonomo e parzialmente integrato. Da queste considerazioni
derivano le tecniche specifiche di intervento che si caratterizzano per
livelli crescenti di complessità e che si applicano in maniera "aperta",
senza cioè presupporre effetti o conclusioni. Per l'approccio
sistemico tutto ciò che libera la conoscenza e sblocca l'immaginazione è
il benvenuto: esso si immagina aperto, come i sistemi che studia.
Prof.
Jerome Liss M.D.,
psichiatra e
psicoterapeuta,
professore di Psicologia alla Westdeutsche Akademie (Dusseldorf);
direttore dinamico della S.I.B.; dirige la
formazione di psicologi e facilitatori; ideatore dei sistemi della
"Comunicazione ecologica" è autore dell'omonimo libro-base
(ed. La Meridiana).
D.ssa Rita
Fiumara, psicologa. Formata nella Terapia Biosistemica, nella Terapia
Famigliare (Scuola di L. Cancrini), la Terapia del Movimento (con Marcia
Levinson), e ha terminato una psicoterapia Jungiana di cinque anni.
Autrice: "La Terapia Biosistemica Integrata" e "Dalla Sofferenza
all'Emozione".
Prof.
Maurizio Stupiggia, psicologo: Presidente della Società
Italiana di Biosistemica e Docente del Corso di Perfezionamento in Teoria
e Tecnica dei Gruppi all?Università di Bologna. Coautore (con il Prof. J.
Liss) della Terapia Biosistemica, Ed. Franco Angeli.
Dr Eugenio Roberto
Giommi, psicologo: laureato
in Lettere a Firenze ed in Psicologia a Padova. Iscritto all'Albo degli
Psicologi della Toscana dal dicembre 1989 e all'elenco degli
Psicoterapeuti. Socio fondatore della SIB, socio ordinario della Società
Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC). Direttore del
Corso di Formazione in Counseling Biosistemico di Prato e della sede di
Firenze della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Biosistemica ().
Membro del Direttivo della Associazione Italiana di Psicoterapia Corporea.
Presidente della Società dell'Ascolto Onlus e direttore del quadrimestrale
Giornale dell'Ascolto. Studi e ricerche sulla Comunicazione e il
self help.
Stefano Cristofori,
psicologo e psicoterapeuta. Svolge attività di psicoterapia a S.Omero (Teramo),
da alcuni anni si occupa dei problemi nella relazione bambini -genitori
con il metodo della video microanalisi, un metodo che combina il lavoro
verbale con il lavoro corporeo attraverso registrazioni audiovisive. Con
il metodo della video microanalisi svolge attività di supervisione e
formazione in diversi ambiti (scuole, comunità per minori,
tossicodipendenti, ecc.). Fondatore e docente S.I.B.. Coautore del libro "La Terapia Biosistemica", Franco Angeli
Milano 1994.
Dr. Pino De Sario,
psicologo e
formatore,
formatosi presso la S.I.B., ha quindi orientato la sua ricerca
sull'applicazione della comunicazione ecologica nei contesti
organizzativi, di orientamento al lavoro, di partecipazione sul
territorio; membro Aif; cura consulenze e formazione presso aziende,
amministrazioni pubbliche e associazioni.
Dr. Giorgio Giorgi
Gaetano Gioia
La biosistemica è un approccio
psico-corporeo applicato alla formazione, all'aiuto emotivo, e alla
gestione delle riunioni.
I suoi principi base sono lo
sviluppo delle capacità personali e relazionali attraverso un metodo
"attivo" di apprendimento che coinvolge mente e corpo.
Le attività di cui si occupa
il Metodo Biosistemico sono la Formazione Attiva, le pratiche di Auto-Aiuto, l'affrontare
con efficacia problemi di Disagio emotivo come l'Isolamento e la
Depressione e la creazione di un Insegnamento che coinvolga pienamente
gli alunni.
Professionisti della relazione (direttori del personale, responsabili
del front office, divisioni delle risorse umane, operatori del turismo e
del commercio)
Nel giro di breve tempo un
sempre maggior numero di persone si è avvicinato al gruppo portando
sempre nuove competenze.
Oggi nella SIB vi sono anche
medici, pedagogisti, naturopati ed altri operatori dell'approccio
olistico della cura.
La Società Italiana di Biosistemica si è costituita ufficialmente nel
1986, ma già prima di quella data un folto gruppo di psicoterapeuti di
scuole talora molto diverse e in luoghi diversi (Francia, Svizzera,
Belgio) si era via via raccolto attorno alle teorie e alle tecniche di Jerome Liss, fondatore della Psicoterapia Biosistemica dopo aver
studiato ed insegnato psicoterapia psicoanalitica a Harvard.
Il Prof. Liss si è formato nella Psicoterapia di Comunità con Maxwell
Jones e nei Gruppi d'Incontro con Bill Schutz. Il suo approccio
terapeutico è influenzato dall'attiva collaborazione con Henri Laborit (neurofisiologia
delle emozioni), Ronald Laing (psichiatria fenomenologica) e David
Boadella (modello embriologico).
Durante i primi anni dell'attività formativa è
stato pubblicato in Italia nel 1986 il libro di Liss (scritto in
collaborazione con David Boadella) La Psicoterapia del Corpo, ed.
Astrolabio, e sono apparsi numerosi suoi articoli su riviste come
"Psicologia Clinica", "Psicologia e Società", ecc.
Contemporaneamente è iniziata la collaborazione tra
Liss e alcuni studiosi italiani operanti nelle Università di Roma,
Genova e Bologna: ne è testimonianza la serie di lezioni e di conferenze
tenute in queste Università da Liss. Si è così formato negli anni un
nucleo di studiosi, e di loro allievi, intorno ad un progetto di ricerca
teorica e clinica che ha come elemento di interesse fondamentale le emozioni,
per la loro complessità psico-corporea, per i loro aspetti
neurofisiologici, per la loro ricaduta sui territori dell'immunologia e
più in generale della psicosomatica, e per la loro centralità in
qualunque argomento clinico e psicopatologico.
Fanno infatti parte della scuola i Proff. Battacchi,
Codispoti, Farneti e Mucciarelli (Università di Bologna), i proff.
Venturini e Cancrini (Università di Roma), i proff. Ragni, Rugiati ,
Giorgi e Baldaro Verde (Università di Genova).
Il modello teorico
Biosistemico può essere compreso attraverso le sue due componenti:
biologica e sistemica.
Le radici
biologiche
dei nostri processi emotivi, vengono comprese secondo i concetti di
numerosi ricercatori, tra cui due sono cruciali per la sostanza del
modello:
Permette di connettere tra
loro processi di natura diversa in unità complesse di ordine superiore,
in sistemi caratterizzati da un'organizzazione di parti in reciproca alterazione.
L'importanza epistemologica
della Teoria Sistemica è quella di andare oltre il pensare legato alla
causalità lineare e di applicare un pensare interattivo a tutti i
livelli: all'interno dei sottosistemi e tra i livelli del sistema.
Questi sono tutti centri
cerebrali che partecipano alla nostra vita esperienziale e
comportamentale, ma il loro funzionamento non è direttamente collegato
ai campi d'azione della coscienza.
Dr. Andrea Farneti
Mariagrazia Bertolini
Marina Saviozzi
Nicola Nappa
Giampiero Genovese
Dr. Raffaele Scaldaferri
D.ssa Stefania Galeazzi
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