Un Nuovo Metodo Coinvolgente
(Un'integrazione fra la Biosistemica, la Terapia Gestalt, lo Psicodramma
e la Terapia familiare)
La Famiglia Interna Nello
Spazio
“La Famiglia
Interna nello Spazio”
è il titolo di un
metodo di esplorazione nello sviluppo personale che integra diversi
approcci: la Biosistemica, lo Psicodramma, la Gestalt, la Costellazione
Famigliare, la Terapia Famigliare, ecc.
Il concetto di base: l’internalizzazione. Ciò vuol dire che la
nostra esperienza di un’altra persona crea tracce di memoria dentro di
noi, sia nella coscienza (esplicita), sia nell’inconscio (implicita). E
quali persone abbiamo internalizzato? Le figure principali della nostra
vita: madre, padre, sorella, fratello, nonno, nonna, uno zio o una zia
che ha vissuto con la famiglia, ecc. Queste “persone internalizzate”
creano un impatto ad alcuni livelli della personalità: relazione
Se-Altro, identità e stima personale, pulsioni di iniziativa e capacità
di ricettività, lettura della gestualità dell’Altro, libertà
nell’espressione personale, senso di fiducia o di alienazione con
l’Altro, ecc.
Inoltre, l’impatto
dell’Altro non è solamente un concetto cosciente, ma influenza le tracce
non-consce sotto-corticali:
* l’ippocampo e il giro cingolare per la relazione
Se-Altro nello spazio,
* l’amigdala per l’emozione,
* la ganglia di base per l’azione individuale e l’interazione con
l’Altro,
* i centri nel brainstem (la parte del cervello più bassa) per
l’attivazione della vitalità, ecc.
Questa mappa
neurofisiologica può influenzare il nostro approccio terapeutico,
rinforzando certe intuizioni e cambiandone altre. Per esempio, la
Biosistemica richiede un intervento con il corpo per complementare la
parte verbale. La mappa neurofisiologica dà ragione a questa scelta.
Un approccio esclusivamente verbale, spesso, si mostra insufficiente.
Ecco la spiegazione: La genesi della parola viene dell’area di Broca e
dell’area di Wernicke, i due luoghi corticali che generano la parole.
Quindi quando il Protagonista esprime le parole “madre” o “padre”,
questa evoca memorie della corteccia, cioè, coscienti. Ma i livelli di
“conoscenza non conscia,” cioè, i processi neurofisiologici profondi del
cervello e del corpo, sono trascurati. Conclusione: Se il metodo
terapeutico si limita all’espressione verbale, le memorie profonde che
coinvolgano le figure primarie non sono attivate.
“La Famiglia nello Spazio” cerca di far vivere l’esperienza
con l’Altro attraverso metodi che evocano le esperienze profonde
tracciate nel cervello sotto-corticale non-conscio:
- la posizione spaziale,
- il movimento di avvicinamento e di allontanamento,
- il contatto fisico diretto,
- l’espressione
emotiva (soprattutto della faccia), ecc.
Questo lavoro si adatta bene all’approccio Biosistemico che propone
diversi modi per coinvolgere il corpo.
Il Metodo
I. Scelta
Terapista al Protagonista: “Scegli i membri del gruppo che possano
rappresentare i membri della tua famiglia.” (Possono essere membri della
famiglia di origine, ma possono essere anche la famiglia di ora, oppure
entrambe. Il Protagonista decide.)
Le Pulsioni Opposte
Vissute nello Spazio
Francesca, 31 anni, ha messo il suo ragazzo davanti a lei, e la madre,
che dà giudizi e consigli continuamente, su una sedia (in piedi)
accanto. Francesca ha detto: “ talvolta perdo la testa per un uomo,
talvolta invece sono razionale”. Conduttore: “Prenditi due posizioni
nello spazio, una in cui ti senti perdere la testa, l’altra in cui ti
senti razionale. Puoi rappresentare ognuno di questi atteggiamenti al
ragazzo ed anche a tua madre”.
Trovando “La Distanza Mentale” nella Distanza Spaziale
Marco,
38 anni, che non vuol sentirsi oppresso delle comunicazioni negative
della madre (vittimismo, giudizio negativo su di lui, non ascolto,
ecc.) Conduttore (dopo un periodo di confronto negativo fra le due
persone, in cui Marco ha detto, “Lei non cambierà mai. Anche la
metacomunicazione non cambia il suo atteggiamento. Come posso diventare
meno vulnerabile a tutti i suoi ricatti? Conduttore: Vuol provare a
prendere la distanza?
Marco si allontana 15 metri. La madre (rappresentata da un membro del
gruppo) continua a brontolare, lamentarsi. Marco, da la sua distanza,
“Si. Ora sento le parole. Ma mi sento meno toccato.”)
Insomma, diversi elementi nell’esplorazione della famiglia – analisi del
problema, elaborazione del senso, approfondimento del vissuto, ricerca
di soluzioni, ecc. – possono essere favoriti con l’applicazione di
questo metodo integrativo